• "L'arte ci educhi al bello e la bellezza sappia renderci persone migliori"

L’ex Collegio dei Gesuiti occupa una vasta area sul pendio della collina di Monte Vergine, nel quartiere Antico Corso di Catania.
L’impianto del complesso disegna un trapezio con i lati più lunghi ortogonali alla via dei Crociferi. La fabbrica, estesa lungo l’asse est-ovest, è delimitata a est da via dei Crociferi, a nord da via dei Gesuiti, a ovest da via Marino, a sud da via della Mecca, Piazza Asmundo e via S. Benedetto.
Il monumentale complesso, che sorge su quote di diverso livello, è costituito da quattro corpi di fabbrica, ciascuno dei quali recinge una corte; a ridosso del lato meridionale della prima corte sorge la Chiesa di San Francesco Borgia annessa al Collegio, al quale la collega il portale laterale di accesso.
Risorto dopo il terremoto del 1693 in luogo della Chiesa e dell’Ospedale della SS. Ascensione, dove i Padri Gesuiti si erano stabiliti nel 1556 all’atto del loro insediamento nella città, il monumentale edificio gesuitico fu edificato, a partire dal 1697, ad opera di numerosi artefici, tra i quali Angelo Italia, Alonzo Di Benedetto, Francesco Battaglia.
I lavori per la ricostruzione del Collegio dei Gesuiti, iniziati nel 1697, proseguirono per ben 70 anni sino al 1767, quando i Padri furono colpiti dal provvedimento di espulsione dalla Sicilia emesso dal governo borbonico.
Requisiti i beni dell’Ordine, il patrimonio fondiario dei Gesuiti fu dato in enfiteusi (concessione in perpetuo o a tempo di un fondo con l'obbligo di migliorarlo e di pagare un'annua determinata prestazione in denaro o in derrate) ai contadini e i Collegi furono utilizzati come ospizi per poveri o scuole pubbliche.
Alle regole tipologiche dell’Ordine, il “modo nostro” nella dizione gesuitica, risponde l’organizzazione dei corpi di fabbrica per aree funzionali: agli edifici della scuola e delle congregazioni era destinato il primo, l’area scholarum; agli edifici della “clausura” era destinato il secondo, l’area collegii; alle fabbriche di servizio era destinato il terzo, l’area rustica, dotata di accesso secondario, e la quarta area, che è una variante atipica rispetto al “modo nostro”.
I Collegi gesuitici con più di tre corti sono infatti molto rari. In tale impianto di eccezione rientrano il Collegio di Trigueros in Spagna e il Collegio di Alba Julia in Transilvania.
L’imponente struttura, che copre un’area di circa 7500 mq., è tra i maggiori organismi architettonici della città di Catania, inferiore per grandezza ed estensione solo al complesso dei Benedettini e al complesso della Cattedrale.

Il riuso dell’ex Collegio dei Gesuiti di Catania
Dopo l’espulsione dei Padri Gesuiti dalla Sicilia e la confisca dei loro beni, anche il Collegio di Catania subì un radicale cambio di destinazione e nel riuso successivo la struttura dell’edificio fu riadattata con pesanti modifiche.
Dal 1778 il complesso gesuitico catanese ospitò la Casa di Educazione della bassa gente, affidata all’amministrazione di cinque maggiorenti locali.
La Casa di Educazione fu trasformata in Regio Ospizio di Beneficenza (sul portico principale dell’edificio se ne legge ancora l’iscrizione incisa) a seguito del Decreto promulgato da Ferdinando II il 7 agosto 1834.
Il Collegio di via Crociferi accolse gli orfani mendici e quei figli di cui i genitori erano privi di mezzi di sussistenza. Nel Regio Ospizio di Beneficenza avevano ricovero i projetti (ossia gli illegittimi), provenienti da Catania e Noto, al compimento dei sette anni d’età. All’inizio del XX secolo il Cummittu, come veniva chiamato, ospitava circa seicento ricoverati. 
Rimase confermata la vocazione didattica e pedagogica d’origine. Nei locali del Collegio fiorì un centro di industrie e arti per la formazione degli internati ai quali occorreva insegnare un mestiere.
Nel novembre del 1882 fu aperta la scuola serale di Arti e Mestieri con applicazioni industriali annessa al Regio Ospizio di Beneficenza; del consiglio direttivo facevano parte gli ingegneri Carlo Sada, Salvatore Giuffrida e Luciano Franco. Nel 1933 la scuola, trasformata in Istituto tecnico industriale Archimede, fu trasferita nella sede attuale di viale Regina Margherita, progettata da Francesco Fichera.
Nei locali dell’ex Collegio, dunque, erano attive numerose officine e scuole professionali che preparavano operai capaci, artigiani qualificati, meccanici specializzati. Spiccavano tra tutte la falegnameria e la tipografia; la marca del Reale Ospizio di Beneficenza fu impressa sui frontespizi di diverse edizioni locali pubblicate nella metà dell’Ottocento. Secondo le disposizioni istitutive il regime dell’istituto era militarizzato e vigeva un sistema di rigida disciplina. Gli allievi venivano istruiti anche negli esercizi di soldato ed alcuni di loro formavano una banda musicale, nota come banda militare dello Stabilimento del Reale Ospizio di Beneficenza, che si esibiva nelle cerimonie pubbliche.
Altri utilizzi interessarono solo parte dell’edificio, come nel caso della temporanea ospitalità data al Tribunale o nel caso dell’Archivio prefettizio che vi ebbe sede sino all’inizio di questo secolo.
Nel 1968 i locali dell’ex Collegio, che ancora ospitavano l’Ospizio di Beneficenza, divennero sede dell’Istituto Statale d’Arte di Catania. Per oltre quarant’anni, nei solenni spazi del Collegio, migliaia di giovani avranno l’opportunità di rigenerare la linfa vitale di risorse estetiche, mortificate dal degrado ambientale di anonime periferie segnate dal disordine di una crescita urbana distorta.
Così generazioni di uomini e donne si sono formate e maturate all'interno di uno dei più affascinanti edifici catanesi. 
Ma…la bufera si addensa sulle corti dell’ex Collegio dei Gesuiti nel 2009, quando l’Istituto viene espulso brutalmente dalla sua sede storica. Lasciata via dei Crociferi, il 12 ottobre 2009, le bandiere dell’Istituto Statale d’Arte di Catania sventoleranno di nuovo nell’edificio dell’ex Collegio Leonardo da Vinci, in viale Vittorio Veneto n. 18.
Il 27 luglio 2010 un decreto ministeriale sancisce l’intitolazione della scuola al Fondatore e primo Direttore “Mimì Maria Lazzaro”….. e l’Istituto Statale d’Arte diventa “Liceo d’Arte”.


Vista panoramica in cui appaiono ben visibili le quattro corti 


Via Crociferi - Prospetto della Chiesa di San Francesco Borgia
Sulla destra la facciata del Collegio dei Gesuiti


La prima corte


Aula di decorazione pittorica


Laboratorio di ebanisteria


Laboratorio di lavorazione metalli


Sgombero dei locali dopo lo sfratto 


Lo stato di abbandono in cui versava la struttura in attesa dei lavori di ristrutturazione