Iniziativa culturale, promossa dall’amministrazione di Castiglione di Sicilia, con il suo assessorato alla cultura, e curata dall’Associazione CollegArt, con il precipuo fine di sensibilizzare e diffondere al grande pubblico i numerosi e validi artisti siciliani contemporanei.
 "Essere siciliano oggi" è il tema che accompagnerà le esposizioni di pittori, scultori e fotografi.
Il progetto, in considerazione della sua complessità ed al fine di raggiungere una platea più ampia possibile, si articolerà lungo un periodo di dodici mesi, con una serie di mostre collettive e personali, un concorso a premi ed una giornata nel quartiere della "Giudecca" per la conoscenza e la valorizzazione della cultura ebraica con la realizzazione di opere di Street Art.
Le mostre, nelle sue diverse forme, verranno ospitate negli spazi preposti messi a disposizione dal Comune.
La finalità di tale iniziativa, anche in virtù della sua articolazione temporale, è quella di contribuire a rendere Castiglione di Sicilia, già degnamente annoverata tra i Borghi più belli d’Italia, un centro di stimolante ed innovativo fermento culturale.
 Questa, insieme ad altre iniziative, contribuirà a creare una vera e propria area di attrazione artistico-culturale, con evidente auto promozione del territorio di Castiglione di Sicilia, in tutta la Sicilia, sotto molteplici ed intuibili profili.


Mostra collettiva di artisti siciliani contemporanei

Centro espositivo Via Abate Coniglio, Castiglione di Sicilia



Mauro Amato


Santo Consoli


Emilio Pappalardo




Il New Upperground di Davide Aricò e le “scritture pittoriche di Ignazio Vanadia, in mostra al C.E.M. di Castiglione di Sicilia
di Eleonora C. Amato

 Dallo scorso 12 Giugno e fino all’8 Luglio il Centro Espositivo Museale di Castiglione di Sicilia accoglie la doppia personale di Davide Gianmaria Aricò e Ignazio Vanadia (in arte I.VAN), due artisti diversi sul fronte stilistico e generazionale ma al contempo simili poiché entrambi, in un’ottica del tutto innovativa e sperimentale, osservano con occhio sensibile ciò che li circonda per poi tradurlo, ciascuno a suo modo, in immagini singolari nella forma, nei supporti e nei contenuti.
 Le opere di Aricò, artista poliedrico nel panorama dell’arte contemporanea catanese e non solo, dominano lo spazio espositivo imponendosi all’attenzione per i vigorosi contrasti cromatici, per il taglio compositivo, nonché per le insolite basi talvolta utilizzate che caratterizzano in modo particolare alcuni dei pezzi esposti. La sua ricerca è frutto di un magistrale connubio tra diversi stili pittorici che nel corso della sua carriera ha interpretato e rielaborato, in modo del tutto personale, giungendo a quello che, oggi, orgogliosamente definisce il suo Pop Upperground ovvero un’arte non più relegata e fruibile solo in veste street o nel buio delle metropolitane, ma un’arte da potersi godere in piena luce anche in spazi pubblici e/o privati, più accademici e formali. Tanto espliciti nell’iconografia quanto enigmatici nei contenuti queste opere appagano immediatamente l’occhio dell’osservatore, ne stuzzicano l’attenzione per poi indurlo ad una riflessione più profonda sul significato ermetico e ludicamente nascosto, in ciascuna di esse.
 Di natura introspettiva è invece la pittura di Vanadia.
Pittore e scrittore egli fa del colore non soltanto uno strumento ma un protagonista indiscusso delle sue composizioni, la struttura portante di un’arte informale in continuo divenire. Le sue sono opere da guardare e da leggere, racconti sinestetici di matrice pittorico/materico/testuale fatti di ambienti e di cose, quelle stesse cose che, come afferma egli stesso, si cercano quando non sono più sufficienti le umane faccende quotidiane o quando si vuole scappare da un dolore, da una sofferenza fisica o morale.
In esse l’artista si svela lentamente raccontando luoghi, atmosfere paesane, aneddoti e storie legati alla propria terra d’origine, alla propria infanzia, al proprio vissuto. L’osservatore può immergersi in un immaginario viaggio senza tempo, piacevolmente in bilico tra visione e realtà.                                                                        


Davide Gianmaria Aricò


Ignazio Vanadia



Fotogrammi, segni e volumi in collettiva al C.E.M. di Castiglione di Sicilia
di Eleonora C. Amato

Fotografia, pittura e scultura sono protagoniste del nuovo appuntamento, in programma all’interno della Rassegna d’Arte “Sicilianità Contemporanea” dal 10 luglio al 05 agosto 2020, organizzato dal Comune di Castiglione di Sicilia in collaborazione con l’Associazione CollegArt – Il Collegio siamo noi.
All’interno di questa interessante collettiva tre artisti catanesi presentano e condividono con il pubblico la loro esperienza creativa attraverso differenti percorsi espressivi.

 Nella ricerca fotografica di Salvo Campo luce, atmosfera e colore caratterizzano e definiscono lo spazio compositivo attraverso scatti non convenzionali. Particolare predilezione per l’elemento architettonico che, valorizzato da un taglio piuttosto singolare e dalla prospettiva di ripresa, offre effetti ottici di grande effetto. Obiettivo puntato anche sulla bellezza seducente della natura e sulle sue semplici e spontanee manifestazioni, scrutate silenziosamente da vicino e restituite attraverso il mezzo fotografico con delicata spontaneità.

 Debora Pluchino si presenta con due serie pittoriche in cui la figura umana domina sia sotto l’aspetto fisico che emotivo. L’artista, sfruttando le potenzialità della figura in movimento, nonché l’espressività eloquente del volto umano, condivide con chi osserva quell’atto di coscienza introspettivo che valorizza il sacrificio, ora fisico, ora morale, cui spesso la vita ci obbliga, non soltanto per raggiungere obiettivi personali ma anche per sopportare in silenzio sofferenze e angosce, nel tentativo di superare il limite che spesso rende prigionieri di se stessi.  

 Fluidità e raffinatezza definiscono, infine, le opere di Francesca Di Bella. Nelle sue sculture è possibile cogliere la compresenza di elementi astratti e figurativi resi con eccellente eleganza formale e sapiente sintesi volumetrica. La sinuosità di questi pezzi ha nello spazio la medesima energia di un disegno sul foglio, in cui linee e forme si articolano in modo armonico tra loro, conquistando l’attenzione di chi vi gira intorno. Suggestiva l’istallazione intitolata “Marée”, frutto di un lavoro a quattro mani condiviso con la scultrice Laura Riolo. Il fenomeno naturale, la forza gravitazionale generata dal movimento dell’onda allude simbolicamente a quell’andirivieni cadenzato del quotidiano più comune, agli alti e bassi della vita nonché alla capacità di sostenersi e di affrontare, consapevoli, qualsiasi sfida.

Il visitatore dunque, lungo questo percorso espositivo, avrà modo di cogliere nuovi contenuti da interpretare nell’ambito dell’espressione artistica siciliana contemporanea.



Gianni Andolina


Gianluigi Susinno



Creatività Contemporanea: l’emozione riflessa di un urlo silenzioso arte – fatto
di Eleonora C. Amato

Dal 5 al 30 Settembre il Centro Espositivo Museale di Castiglione di Sicilia accoglie un’altra singolare collettiva, tutta al femminile.
Tre percorsi creativi diversi nella ricerca espressiva ma particolarmente affini nell’intento di voler indurre ad una riflessione condivisa e specifica sui temi trattati, non circoscritta al singolo ma estesa alla collettività.

 I fotogrammi pittorici di Simona Impellizzeri possono considerarsi un racconto meditato, intriso di emozioni mai fini a sé stesse. L’artista, attraverso un uso del tutto personale della tecnica ad olio, pur partendo da una dimensione introspettiva, carica di esperienza e maturata consapevolezza, si serve del mezzo pittorico quale strumento d’indagine all’interno di una dimensione parallela considerata dalla stessa luogo di scambio, nonché filtro emotivo, tra sé ed il fruitore, cui pizzica l’anima allo stesso modo di come il colore, nelle sue diafane velature, fa vibrare la trama di ciascuna tela.

 Incisive e dirette, nel contenuto e nella forma, invece le opere di Marina Nicotra.  Nella loro originalità tecnico – compositiva, fatta di materia, di simboli, parole e memoria, esse “urlano in silenzio” l’essenza di un atto creativo, il cui fine ultimo è quello di provocare e “scuotere le coscienze”. Il supporto, a prescindere dalla sua natura, subisce simbolicamente violenza attraverso tagli, lacerazioni e cuciture per indurre ad un ragionamento profondo sulla complessità e sulla precarietà di sentimenti e rapporti umani, sugli orrori sociali troppo spesso taciuti, nonché sul male di vivere in una quotidianità sempre più instabile e superficiale.

 Valentina Bonomo infine, si concentra sull’importanza delle radici, sulla semplicità della natura che da sempre, come una mamma, ci accoglie nonostante tutto il male che gli viene inferto gratuitamente. Ed è proprio nell’incessante ricerca di armonia tra forme naturali e materie innaturali che sperimenta, “arte-fà l’artefatto”, ovvero dona vita nuova a materiali di recupero, rigenerandoli, nel tentativo di raggiungere un linguaggio unico e universale. Le sue sono opere da “toccare con gli occhi”, forme morbide fatte anche di odori e di colori, di “contorni” simbolici che rimandano costantemente a quel senso di protezione che ciascuno dovrebbe avere verso ciò che lo circonda, a tutela di se stesso e dell’intero pianeta.

Ancora una volta questo nuovo allestimento offre un percorso espositivo che non deluderà le aspettative di appassionati e curiosi disposti ad interagire e dialogare con queste che a pieno titolo possono definirsi opere “aperte” al confronto, al dialogo, alla volontà di migliorare la qualità morale della vita anche attraverso l’arte.


Valentina Bonomo


Simona Impellizzeri


Marina Nicotra



Pittura e scultura: i percorsi espressivi di colore e materia
di Eleonora C. Amato

Il 31 ottobre il C.E.M. di Castiglione apre una nuova collettiva d’arte legata al progetto espositivo “Sicilianità Contemporanea”.
Tre gli artisti in mostra, personalità sensibili nel rappresentare e nel trasferire sensazioni attraverso un ricco ventaglio di idee, di tecniche e stili.

 Alessandro Famà si presenta con una serie di pitture informali in cui il colore, indiscusso protagonista, nel suo libero fluire genera forme evanescenti e sinuose che invadono lo spazio compositivo con particolare eleganza. L’inconscio suggerisce, la creatività esegue generando così quelle che potrebbero definirsi come eteree visioni dell’anima.

 Le sculture di Laura Riolo, invece, veicolano messaggi precisi, esprimono sentimenti anche in relazione ad importanti tematiche sociali, rielaborano tendenze stilistiche lontane nel tempo e contestualmente si prestano anche alla sperimentazione più contemporanea. Ne è prova l’inedito Volumi e Materie, realizzato a quattro mani con l’architetto Salvo Campo, in cui antico e nuovo, tradizione e innovazione trovano un interessante punto di equilibrio, nell’armonico accordo visivo tra materiali di diversa natura.

 Tavolozza audace, dai toni accesi e vibranti infine quella di Giovanni Giordano. I suoi dipinti e le sue lampade dal singolare design si caratterizzano per la compresenza di elementi astratti e figurativi, semplificati concettualmente sia nell’impianto compositivo d’insieme, sia nella stesura del colore che, liberato dal suo tradizionale ruolo descrittivo, esprime il suo massimo potenziale in modo libero ed emozionale.

Un’esposizione collettiva dunque che, ancora una volta, conquista e incanta con il fascino ambiguo e coinvolgente di un’arte contemporanea tutta made in Sicily.


Alessandro Famà


Giovanni Giordano


Laura Riolo