Francisco Benitez: l’arte classica non è mai stata così contemporanea!
Francisco Benitez: classical art has never been so contemporary!  

Francisco Benitez, pittore e interprete contemporaneo è uno dei maggiori esponenti della nuova pittura colta internazionale. Attraverso uno stile figurativo che affonda le radici nelle memorie dell’arte ellenistica e nell’influsso iperrealista italiano della scuola del Caravaggio, egli plasma le sue opere padroneggiando antiche tecniche (come l’olio o l’encausto) asservendole totalmente ad una inesauribile propensione all’immaginifico, fino a regalarci luminosità, forme e sfumature di colore alternative e sorprendenti. L’artista immerge i ritratti in atmosfere metafisiche d’impronta surrealista, ottenendo risultati del tutto personali, unici e riconoscibili. Nelle sue opere i personaggi rappresentati travalicano la dimensione temporale e sembrano prendere vita all’interno di un mondo fiabesco pur sempre tangibile in ciascun pezzo. L’origine latina di Benintez e gli aspetti caratteriali ereditati dal “sangue” spagnolo, hanno certamente favorito la sua dichiarata affinità con la Sicilia, dove nel 2015 porta la collezione “Ri/Scatti” nel Palazzo Nicolaci di Noto (SR).
Fu proprio a Noto che conobbi Francisco. Di lui mi affascinò proprio la giovialità e il sorriso, la modestia del genio, che sa padroneggiare una tecnica straordinaria ma non per questo perde l’umiltà e la disponibilità verso gli artisti emergenti, cui non rifiuta preziosi suggerimenti.
Lo intervistiamo in amicizia cercando di scoprire un po' di più sulla sua persona e sul suo estro artistico.

Francisco Benitez, contemporary painter, is one of the greatest exponents of the new international “Pittura Colta” movement. With a figurative style having roots in Hellenistic art and the Italian hyperrealist influence of the Caravaggesque school, he shapes his works by mastering ancient techniques (such as oil or encaustic) and bending them to inexhaustible imaginative possibilities, giving us contrasts, unexpected and surprising shapes and shades of color. Benitez immerses the portraits in Surrealist Metaphysical atmospheres, achieving very personal, unique, and recognizable results. The subjects in his works transcend temporality and seem to come to life within a fantasy world but yet are still tangible. Francisco's Latin origins and the traits inherited from his Spanish "blood" certainly favored his declared affinity with Sicily, where in 2015 he brought the "Ri / Scatti" collection to Palazzo Nicolaci di Noto (SR). It was in Noto that I met Francisco. I was fascinated by his joviality and his smile, the modesty of the genius, who knows how to master an extraordinary technique but does not lose his humility, and his availability towards emerging artists who do not refuse precious suggestions. With friendship we interview him to understand more about his person and his artistic passion.

 
 

Davide Gianmaria Aricò

Entrando nel merito della tua tecnica pittorica, oltre l’olio su tela, per alcune tue opere, hai utilizzato l’antica tecnica dell’encausto. Mi ricordo di aver seguito la tua lezione pratica sull’encausto nel 2015, proprio a Palazzo Nicolaci di Noto (SR). Come mai questa scelta pittorica? Ci sono altre tecniche che hai sperimentato nel corso della tua carriera?
Regarding your painting technique, in addition to oil on canvas, for some of your works, you have used the ancient encaustic technique. I remember following your demonstration on encaustic in 2015, at Palazzo Nicolaci di Noto (SR). Why this pictorial choice? Are there any other techniques you have experimented with over the course of your career?

Francisco Benitez

La mia esperienza con l’encausto iniziò sfogliando le pagine di un libro che parlava dei ritratti del Fayyum, nella libreria dove lavorava mia moglie, in Francia. Il libro, scritto per Euphrosyne Doxiadis, mi colpì tantissimo poiché all’interno vi erano degli antichi ritratti, realizzati con questa tecnica, in cui i volti di persone vissute oltre duemila anni fa, mostravano l’istantaneità e l’immediatezza di un selfie fotografico. Qualche anno dopo, decisi d’apprendere autonomamente questa tecnica ed inaugurare una nuova serie di ritratti dipingendo persone che conoscevo, cercando di scoprire ed applicare i segreti di questa antica pratica pittorica. L’interesse per l’encausto mi ha portato ad approfondire ulteriormente la storia della pittura greca antica, legata indissolubilmente alla Sicilia, e più cercavo, più scoprivo cose nuove... Dopo qualche anno ho iniziato a insegnare la tecnica anche ad altri artisti. Tre settimane fa l’Università di Harvard mi ha contattato chiedendomi di tenere dei corsi di encausto, nella primavera del 2022, in occasione della mostra sui ritratti del “Fayyum e la pittura antica”, in collaborazione con il Museo Getty.
Le mie prime attività artistiche in Sicilia risalgono al 2006 e al 2007. In particolare, ricordo una mia personale ispirata al testo “Immagini" di Filostrato, opera risalente circa al 200 d. C. Filostrato fu un filosofo, molto considerato in epoca greco-romana. La Storia riporta che un senatore romano lo invitò a Napoli, affinché egli tenesse un discorso pubblico, in occasione dell’inaugurazione di un nuovo stadio. Il filosofo, ospitato nella villa del senatore, si rese conto che la dimora custodiva una collezione di dipinti strepitosa, molti dei quali realizzati con la tecnica dell’encausto. Decise dunque di condurre il figlio del senatore a visitare la collezione e spiegargli personalmente le opere. Le descrizioni dei dipinti furono raccolte dal filosofo in forma poetica, adoperando lo stile letterario della “Ecfrasi”. Prendendo spunto proprio da questa opera, con Vincenzo Medica ed Aurelia Nicolosi (gallerista e curatrice d’arte catanese), abbiamo deciso di organizzare una collettiva chiamata proprio “Ecfrasi”. Per l’occasione abbiamo chiesto ad altri artisti di selezionare dall’opera di Filostrato delle ecfrasi, affinché io potessi realizzare dei ritratti ispirati alle antiche descrizioni, avendo cura, nel contempo, di mantenere un effetto risolutamente contemporaneo. La mostra avrebbe dovuto essere inaugurata presso il palazzo Nicolaci di Noto in occasione di Notonobilis 2020, ma a causa della pandemia è stata riprogrammata per la primavera del 2022.
My trajectory with encaustic began when I saw a book on the Fayyum portraits in the bookstore my wife was working at in France. This book, written by Euphrosyne Doxiadis, made a huge impact on me since one could see faces from of people who had lived 2,000 years ago, which had the immediacy of selfies. Several years after, I decided to teach myself this technique, and soon after I began a series of modern portraits executed with this ancient technique. Then, the curiosity for encaustic brought me to Ancient Greek painting, which even has a connection with Sicily. The more I dug, the more I discovered. After several years of practicing encaustic, I began to give classes. Three weeks ago, Harvard University contacted me to give a series of workshops in the context of an exhibition of Fayyum portraits, in conjunction with the Getty, to take place in 2022, which takes me to the next subject... During my first exhibitions in Sicily, in 2006 to 2007, I had always wanted to organize an exhibition inspired by an ancient text by a philsopher called Philostratos. Philostratos wrote a text, “Imagines” around 200 AD. Philostratos was a very highly respected philosopher in the Greco-Roman world, and a Roman senator invited him to Naples to give a speech for the inauguration of a new stadium. Philostratos arrives and is hosted in the senator’s villa and sees an amazing art collection. One day, he takes the senator’s son and gives him a guided tour of the collection, as they are all famous paintings, and many of which were painted in encaustic. This collection of poetic descriptions is called, “Ekphrases”. I am currently organizing, with Vincenzo Medica of Studio Barnum, and Aurelia Nicolosi, gallerist and curator from Catania, a group exhibition entitled, “Ekphrasis”. We have wanted to ask artists to choose certain ekphrases in order to construct images inspired by the past but resolutely contemporary. The exhibition had been slated to open in April of 2020 in various palazzi for Notonobilis in 2020, but because of the pandemic we have

had to reschedule for the spring of 2022, if all goes well with Coronavirus.


Davide Gianmaria Aricò

Nella tua produzione troviamo quasi esclusivamente ritratti in cui le figure sono caratterizzate da un forte realismo e in cui i personaggi hanno sguardi “sospesi”, a volte distratti o sognanti… Ritrai dal vivo persone reali o sono immagini della tua fantasia? E, inoltre, come nascono questi sfondi al confine fra natura e surreale?
Your production is composed almost exclusively of portraits in which the figures are characterized by a strong realism and in which the subjects have almost “frozen” gazes, sometimes distracted or dreamy… Do you portray real people who are alive, or are they images from your imagination? And how are the backgrounds created, on the edge between Nature and the surreal?


Francisco Benitez 

Tutti i miei soggetti sono persone reali: amici o familiari. La mia intenzione è penetrare nella psiche del soggetto che rappresento e non soltanto creare una mimesi del volto. Amo rappresentare quello che esiste al di là dell’immagine e descrivere ciò che non è visibile: la mente, lo spirito, la presenza umana. Inizio con il dipingere la figura, il personaggio e poi realizzo gli sfondi, che sono spesso immaginari: in alcuni casi sono astratti, caratterizzati da graffi, altre volte sono paesaggi realistici, ma pur sempre creati dalla mia fantasia.
All my subjects are real people, friends and family. My intention is to penetrate the psyche of the represented person, to not just create a mimesis of the face, but to represent that which is beyond the image, and to describe that which is not visible and yet specific to each mind, spirit, and human presence. I begin with the human subject and oftentimes the backgrounds are imaginary. At times these backgrounds are abstract with marks, other times they are imaginary landscapes.

 
 

Davide Gianmaria Aricò 

Si parla spesso dell’affinità fra le varie popolazioni mediterranee nel modo di approcciarsi alla vita. Raccontaci, se ti va, del tuo viaggio in Sicilia, delle tue eventuali affinità con il popolo siciliano e di ciò che di noi ti ha realmente colpito.
We often speak of affinities, for the lifestyles and sensibilities, of the Mediterranean peoples. Tell us, if you like, about your trip to Sicily, about any affinities you have found with the Sicilian people and what really struck you about us.

Francisco Benitez

La mia storia con la Sicilia inizia nel 2002, con un gemellaggio tra la mia città, Santa Fe e la città campana di Sorrento. Quell’anno decisi di esporre in Italia e per la Sicilia, contattai una galleria messinese, che mi offrì l’opportunità di esporre con una mia personale. Dopo la collettiva a Sorrento, dunque, realizzai a Messina la mia prima mostra siciliana. In quel periodo proponevo una serie ispirata agli affreschi pompeiani, poiché ero interessato all’antichità romana.
Nel 2004 incontrai, in Provenza, Michele Ciacciofera e assieme portammo avanti una collaborazione proficua. Lui organizzò una mia mostra al Monastero del Ritiro a Siracusa, nel 2006, ed io una sua mostra a Santa Fe nei locali della mia vecchia Facoltà Universitaria. In Sicilia ebbi il piacere di conoscere tanti altri artisti tra cui: Emilia Faro, Davide Bramante, Piero Roccasalvo. Mi piacque molto il modo di presentare le mie mostre con il loro contributo critico. Così, come per Ciacciofera, anche con Emilia Faro, realizzammo uno scambio “artistico” in cui lei avrebbe organizzato delle mostre per me in Sicilia ed io per lei in USA. Apprezzai molto anche la collaborazione di Ornella Fazzina e Sabina Corsaro come critiche d’arte.
Nel 2007 l’incontro con Vincenzo Medica mi permise di realizzare una mostra/evento per Studio Barnum; un evento che “fece scandalo”. Per l’occasione avevamo affisso, in giro per la città di Noto, molte locandine con una foto di una donna seminuda. Era il periodo in cui la Cattedrale doveva essere inaugurata dopo il restauro della cupola e si aspettava una delegazione di vescovi. Ci fu chiesto in maniera perentoria di rimuovere le locandine dalla città, ma Medica pensò invece di censurare l’immagine con delle strisce sui seni, proprio il giorno dell’inaugurazione. Solo quando la delegazione di prelati andò via, togliemmo le strisce della modella! Questa vicenda ci fece ricordare la censura del “Giudizio Universale” di Michelangelo nella Capella Sistina…
Ho esposto anche in altri bellissimi siti siciliani, tra cui il Castello di Acicastello, la Cappella Bonajuto a Catania e presso la Galleria Quadrifoglio di Siracusa. In America non esistono spazi così antichi in cui realizzare mostre e per questa ragione è sempre un grande piacere per me tornare in Sicilia.
Nel 2015, Vincenzo Medica organizzò un’altra mia personale dal titolo Ri-Scatti a Palazzo Nicolaci. Dopo l’evento, Ko-Art di Catania, diventò la Galleria di riferimento in Sicilia per le mie opere.
Attraverso i vari progetti e le collaborazioni, ciò che ho trovato più gradevole nei siciliani è la loro passione e propensione al dialogo. Nessun siciliano che ho conosciuto è asettico o indifferente. Ogni volta che presento una mostra parlo tantissimo con il pubblico ed è questo uno degli aspetti più importanti del mio modo di essere artista. Noi artisti non creiamo nel vuoto, abbiamo bisogno di comunicare e trovo che il popolo siciliano adori parlare ed interrogarsi sul significato dell’arte nell’attualità collettiva vissuta.

My Sicilian story begins in 2002. There was a sister city exchange between my city, Santa Fe, and Sorrento. I had always wanted to exhibit in Italy and I came into contact with a Messina gallery, which offered me a one-person show. I did the group exhibition with American artists in Sorrento and went to Messina for my first Sicilian exhibition. At that time, I was very inspired by Roman antiquity and I created a series inspired by Pompeian frescoes. Then, in 2004, I happened to meet Michele Ciacciofera in Provence, and we began an exchange whereby he organized an exhibition at the Monastero del Ritiro in Syracuse, in 2006, and I organized an exhibition for him at my alma mater in 2007. Afterwards, I met a host of other artists like Emilia Faro, Davide Bramante, Piero Roccasalvo, among many others. I very much appreciated the way exhibitions were presented in collaboration with critics/curators. I created an exchange with Emilia Faro also, with shows she organized for me in Sicily, and shows I organized for her in the States. I have also really enjoyed the curatorial/critical collaboration with both Ornella Fazzina and Sabina Corsaro. In 2007 I met Vincenzo Medica and we organized a show at the Studio Barnum which caused a bit of a scandal, as posters were up all over Noto representing a half-length nude woman. As the cathedral had just been restored a delegation from the Vatican was on its way to inaugurate it, and it was requested to remove the aforementioned posters. Medica placed strips over the breasts of the subject for that day, and when the delegation left, he removed all the strips! It made us think of Michelangelo and the Sistine Chapel! I have done exhibitions in amazingly beautiful places, such as the castle in Acicastello, the Capella Bonajuto, also the Galleria Quadrifoglio in Syracuse. These incredibly ancient spaces, which are available to contemporary artists, do not exist in the States. For this reason, it is always a pleasure to return to Sicily. In 2015 I had the exhibition at the Palazzo Nicolaci in Noto, organized by Vincenzo Medica, and after which the Ko-Art Gallery began to represent my work in Sicily. The aspect which has pleased me so much about projects and exhibitions in Sicily, is that passion for dialogue which Sicilians have. No Sicilian is indifferent. Every time I present a show, I speak a great deal with the public and that is a principal reason for which I am an artist. We artists do not create in a vacuum. We have a need to communicate and I find the Sicilian people loves to talk and question he meaning of art within a collective lived reality.


Davide Gianmaria Aricò
Come è cambiata la tua attività artistica dopo il Coronavirus? Quali progetti hai in programma per l’immediato futuro?
How has your artistic activity changed after the Coronavirus? What projects do you have planned for the immediate future?


Francisco Benitez

L’evento “Ecfrasi”, con 14 artisti in 2-3 spazi a Noto, sarebbe stato inaugurato ad Aprile del 2020, in occasione della manifestazione “Notonobilis”, ma abbiamo cancellato le date e riprogrammato tutto per l’anno prossimo, in attesa che la pandemia diventi gestibile e sotto controllo. “Ecfrasi” avrebbe previsto la partecipazione, sia di artisti visuali, sia di stilisti di moda; quest’ultimi con svariate ed interessanti performance dal vivo. Speriamo che l’anno prossimo l’evento possa ripartire, ristabilendo così il contatto essenziale tra pubblico e creatori d’arte.
We had organized “Ekphrasis” with 14 artists in 2-3 spaces in Noto, which was slated to open in April of 2020, during Notonobilis, but we had to cancel the exhibition and reschedule it for next year, hoping the pandemic would be manageable and under control. In this exhibition there were not only visual artists, but fashion designers who wanted to create performance pieces. We hope for the best for next year, that all this will happen and we can return to an essential dialogue between the public and creators.

 

Davide Gianmaria Aricò 

Grazie Paco! Prima di salutarci, vuoi lasciare un messaggio d’incoraggiamento a tutti gli artisti siciliani che stanno tentando di emergere con la forza del proprio talento?
Thanks Paco! Before saying goodbye, would you like to leave a message of encouragement to all Sicilian artists who are trying to emerge from this with the strength of their talent?


Francisco Benitez

Il Coronavirus ha costretto noi artisti a volgere lo sguardo alla nostra interiorità e a ripensare alle ragioni principali che ci hanno condotto a iniziare questo percorso, spesso irto, caratterizzato, sia dalla precarietà economica, causata dell’imprevedibilità del mercato dell’arte, sia dalle ansie generate dai giudizi del pubblico... La pandemia ci ha offerto uno spazio per riflettere sulla vita, la morte, la sofferenza, la società e i legami sociali. Ripenso ad un quadro che mi ha commosso molto, realizzato da Micco Spadaro nel Seicento: egli ha dipinto il Largo Mercatello di Napoli durante la peste del 1648. Nel quadro si vedono tanti corpi morti e l’immagine mi fa riflettere sulla forza che ai tempi mostrò la società napoletana e quella italiana per risollevarsi dopo quella tragedia. Anche noi ricostruiremo. Gli artisti sono qui per dare testimonianza di questo terribile momento.
Una dote importante per ogni artista è la flessibilità e saper pensare oltre le frontiere. Abbiamo potuto organizzare l’evento “Ecfrasi” grazie a persone americane ed italiane che hanno lavorato bene comunicando a distanza. Questo è il modello che vedremo imporsi sempre di più nel futuro e la pandemia favorirà l’utilizzo dell’innovazione tecnica e della creatività per stabilire legami tra tutti i continenti. Credo che quando si inizierà a gestire meglio il problema della pandemia, saremo spettatori di un altro rinascimento artistico.

The Coronavirus has forced so many artists to turn their gaze inwards and towards the reasons they embarked on this path, fraught with financial insecurity, the unpredictability of the art market, the anxiety about the public’s reaction to one’s work... This has given us the space in which to reflect upon life, death, suffering, society, and our social bonds. I always think of one work in particular, which moved me, by a 17th century Neapolitan painter, Micco Spadaro, representing a Neapolitan piazza (Largo Mercatello) filled with corpses during the plague of 1648. Neapolitan and Italian society was able to reconstruct itself in the wake of such a tragedy, and we also will reconstruct ourselves from this tragedy. Artists are there to witness this moment in time. It is crucial for artists to be flexible and think outside of the box. We were able to organize “Ekphrasis” with people in Italy, and me in the U.S., so far away. This is a model for the future and thus the pandemic has forced us to take advantage of technical innovations and creativity in order to consolidate connections over all continents. I believe that when the pandemic becomes manageable there will be another artistic renaissance.


Davide Gianmaria Aricò 

Sperando di rivederti presto in Sicilia, ti auguriamo tanta fortuna e felicità!
Hoping to see you again in Sicily soon, we wish you much luck and happiness! 


Francisco Benitez

Grazie mille per l’intervista e spero rivedervi tutti presto in Sicilia!
Thanks so much for the interview and I look forward to seeing you all again soon in Sicily!


Davide Gianmaria Aricò                                                                                                                                                                                                                     24.04.2021