Incontro con Giusy Puglisi: la scrittrice siciliana che racconta di “Chiunque

Giusy Puglisi è nata a Catania nel 1978 ed è laureata in Giurisprudenza. Nel 2016 si classifica seconda al Premio Internazionale “La donna si racconta”, XIX edizione. Nel 2017 arriva seconda al Premio “Efesto-Città di Catania” e pubblica il libro “Voci raccolte dal vento”, edito da Algra Editore. Nel 2019 arriva prima al premio internazionale “Concorso Città di San Giuliano Milanese - Il Picchio” e vince il premio speciale per la sezione narrativa del “Premio Nazionale Raffaello Cioni”, XVII edizione. Sempre nel 2019 è finalista al premio “Una città che scrive” aggiudicandosi il premio in pubblicazione. Il 25 Marzo 2021 uscirà il suo nuovo libro dal titolo “Chiunque”. Il romanzo racconta la storia «…di un quartiere e la sua gente, la Sicilia. Personaggi qualunque compongono il libro tracciando, con la loro vita ordinaria, la trama. È un viaggio dentro l’intimità delle case, nella quotidianità che svela in ogni gesto le fragilità dell’essere umano. Porta lo sguardo dentro pensieri, negli angoli della mente dove nascono le emozioni che rendono straordinario l’esistere. Siamo dentro un quartiere popolare, circondato dalla sciara, dove non può mancare un bar, una chiesa e il suo parroco, casalinghe, anziani e prostitute. I personaggi sbucano tra i capitoli per poi ritornare dentro l’intreccio delle storie che raccontano la loro vita da prospettive differenti. Protagonista è “l’umanità” in tutte le sue declinazioni».

Incontro Giusy per intervistarla, affascinato dal suo talento, incuriosito dalla sua attività letteraria pregressa e curioso di conoscere le novità editoriali che la riguardano.

Ciao Giusy, mi farebbe piacere che ci raccontassi il tuo percorso di scrittrice e di questo tuo appassionato talento, che ti ha portato a raccogliere svariati consensi e importanti riconoscimenti nel corso di questi ultimi anni.
Il mio percorso di scrittrice nasce da una grande passione per i libri. Li ho sempre amati, trovo siano degli oggetti meravigliosi e magici. I libri sono una porta verso l'umanità, ti permettono di capire le dinamiche interiori che muovono l'altro, il diverso da noi, e allo stesso tempo sono uno specchio dove puoi rileggere te stesso. Ho iniziato a scrivere perché volevo ritrovarmi dentro i libri, muovere le fila dei personaggi, inventare e vivere dentro le pagine.

I luoghi e i personaggi dei tuoi romanzi raccontano storie in cui non si può fare a meno di riconoscere l’identità e l’impronta siciliana. Parlaci del tuo rapporto con la tua terra d’origine e con i suoi abitanti: le gioie, i dolori, le contraddizioni e le passioni vissute che riemergono nella tua produzione letteraria.
Racconto la Sicilia perché è la patria del mio cuore. Non riesco ad immaginare altri orizzonti se non quelli segnati dai fumi dell'Etna e dal sole calante affondato dentro il mare siciliano. La nostra è una terra bella e dannata che lascia dentro una traccia indelebile, nel bene e nel male. È un'impronta forte che mi domina a cui non posso e non voglio sottrarmi.

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Sei stata premiata più volte nel corso della tua carriera. Un premio in particolare era dedicato alle donne scrittrici (“La donna si racconta", XIX Edizione). Mi incuriosisce, al di là dei cliché e degli stereotipi, la tua visione sulle realtà della donna attuale e il ruolo della figura femminile, nella Sicilia contemporanea.
Personalmente ritengo che la donna, a volte, è il suo stesso problema. Spesso sono le stesse donne a confinarsi dentro il ruolo di madri e casalinghe. Dovremmo avere più coraggio e supportarci a vicenda, soprattutto al Sud dove i cliché sulle donne sono più marcati. Dovremmo vincere l'abitudine di auto screditarci e abbandonare il retaggio culturale che ci vuole divise in "Sante o puttane". La rivoluzione parte sempre da dentro e noi dobbiamo cambiare l'immagine che le donne hanno delle donne ed imparare a fare squadra.

Quali sono le difficoltà che hai dovuto affrontare nel ruolo di scrittrice emergente? E a tal riguardo, pensi che essere nati in Sicilia possa rappresentare un limite o una opportunità?
Le difficoltà sono immense, emergere è quasi un'utopia. Bisogna avere le spalle larghe, il cuore abituato alle delusioni e la pazienza di aspettare. Non credo che la Sicilia possa essere un limite, ma una spinta in più, essendo già lei stessa poesia.

Com’è nato “Chiunque”? Puoi raccontarci qualcosa del tuo ultimo romanzo?
“Chiunque” è il libro con cui ho voluto raccontare e raccontarmi che non esistono buoni o cattivi, ma solo prospettive dalle quali è possibile osservare realtà complesse.

A proposito di prospettive, vuoi parlarci dei tuoi progetti futuri?
Il futuro è davanti a me, non riesco a vederlo. Domani sarò un'altra da ciò che sono oggi, ma sicuramente resterò aggrappata alle mie radici, ai libri e alle pagine vuote che, se il mio cuore vorrà, potrò riempire.

 

Grazie Giusy, spero, per te e per noi, che il tuo cuore mantenga sempre viva la voglia di riempire tantissime nuove pagine!
A presto
Davide Gianmaria Aricò

23.03.2013

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